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Nel 1841 si contavano a Firenze ben 26 argentieri. In questo numero erano compresi, senza distinzione, anche i cesellatori e i battilori. Gli aspiranti argentieri erano facilitati nel loro esercizio di apprendimento dell’arte del disegno e della modellazione dalla numerosa colonia di artisti, pittori e scultori, tradizionalmente stabiliti a Firenze, capitale dell’arte. Tale formazione, così ben poco sistematica, unita al lavoro di ‘bottega’, perdurò fino alla metà del XX secolo.

Orlando Pagliai era nato a Firenze nel 1906 e negli anni Venti aveva iniziato il proprio apprendistato di argentiere presso Virgilio Mazzoli (Borgo S. Iacopo, 6); successivamente, dal 1931, aveva lavorato alle dipendenze dell’Argentiere Ottavio Rogai (Borgo S. Jacopo, 16).
Si mise in proprio nel gennaio 1947, aprendo un laboratorio di fabbricazione di argenterie in Costa S. Giorgio 77, al pianterreno del convento dove visse per un periodo anche s. Caterina da Siena.
Nel 1962, coadiuvato dal figlio e da alcuni lavoranti, si trasferì in piazza de’ Rossi, 2r. La posizione - in leggera sommità rispetto a via Guicciardini - permise di salvare il laboratorio che fu solo lambito dall’alluvione che il 4 novembre 1966 inondò il centro di Firenze.
Negli anni Sessanta, Pagliai iniziò a collaborare con Tiffany & Co., grande marchio internazionale che a Firenze cercava sofisticati specialisti, eredi della grande tradizione artigianale, per realizzare le proprie creazioni in argento.

Un decennio dopo la scomparsa del fondatore Orlando Pagliai (1970), il figlio Paolo decise di trasferire l’attività nell’attuale sede della Torre dei Sapiti, in quel Borgo S. Jacopo dove tutto era iniziato, e che storicamente presentava un gran numero di laboratori di argenteria.

Nella raccolta storica dell’Argentiere Pagliai viene conservata una collezione di oggetti incisi, legati alla commemorazione di nascite, matrimoni ed anniversari.
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