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Anima L’argentiere chiama anima la cornice di legno sagomata a taglio che andrà a ricoprire con la sottile lamina di metallo e che manterrà più a lungo la dovuta modanatura.

Argenteria Insieme degli oggetti d’argento per uso domestico o decorativo: stoviglie in particolare, ma anche oggetti da toilette e d’illuminazione. L’argenteria di qualsiasi paese si riconosce grazie ai punzoni che permettono di situarla e datarla.

Argentatura Nel 1836 fu inventata l’argentatura per galvanoplastica, detta anche per elettrolisi, ad opera di Elkington in Inghilterra e di Ruolz, poi, in Francia. In questo caso l’argentatura si fa sull’oggetto terminato, il quale viene immerso in una soluzione di cloruro d’argento collegata a corrente elettrica. Il fenomeno elettrolitico provoca il deposito di una pellicola d’argento sull’oggetto immerso, più o meno spessa secondo il tempo d’immersione.

Bobèche S. m. francese (bocciuolo). Parte del candeliere che serve a parare e raccogliere le sgocciolature della cera.

Brunire Lustrare un metallo con il brunitoio.

Brunitoio Strumento in acciaio o in pietra durissima per lustrare con forte sfregamento i metalli.

Bugìa Piccolo candeliere d’argento o ceramica, composto da un piattino con manico e con bobèche per adattarvi una candela.

Bulino Strumento dell’incisore, diverso secondo l’uso che se ne fa, per incisione su legno o metallo. Consiste in uno scalpello a mano con impugnatura di legno a forma di cipolla e con punta d’acciaio forgiato e temperato di varie forme (unghietta, mezza tonda, piana, rigata ecc.) con cui si scava sottilmente e s’intaglia oro, argento, rame, cristallo o altro, per farvi caratteri, arabeschi e figure. Vedi anche Ciappola.

Candelabro Candeliere a più bracci, fino a sette contando anche quello centrale. Più alti e maestosi dei semplici candelieri a due o tre bracci, i candelabri d’argento sono decorati abbondantemente: gambe tortili, statuette, vasi ornamentali, rocailles, foglie d’acanto, ghirlande d’ogni genere. La maggior parte dei candelabri del Sette e Ottocento è di bronzo dorato o di metallo argentato.

Candeliere Sostegno per candela, in genere a un solo braccio, che si posava sul tavolo o sul caminetto. Disposti in genere a coppia, i candelieri sono costituiti di tre parti, fabbricate in argento, in bronzo o in metallo argentato: il piede, il fusto, il bocciolo.

Cesello Strumento in acciaio usato, che l’artefice adopera a percussione con un martellino.

Ciappola Strumento d’acciaio usato a mano, simile al bulino, ma con punta tonda, mezza tonda, quadra, di cui si servono gli argentieri e i cesellatori.

Fusione a cera persa Procedimento noto anche come ‘microfusione’. Antica tecnica di fusione che prevede l’uso di un modello di cera attorno al quale viene modellato lo stampo, in cui è versato il metallo fuso. Con il calore la cera si discioglie ed esce da un apposito foro.

Getto in seppia È il getto la cui impronta è fatta nella parte tenera e spugnosa dell’osso di seppia. Questa modalità di getto si usa per piccoli lavori, che siano a mezzo rilievo, ovvero su una faccia sola.

Martello/martellare L’argento, come l’oro, si lavora a freddo al martello. Nel martello si distinguono la testa e la penna. La forma del martello caratterizza il suo impiego. Per il cesello la testa deve essere piana a contorno circolare; la penna termica a sfera. Con la testa del martello e l’incudine egualmente ben levigate e lucidate è possibile lucidare al martello, ovvero sfaccettare lucido ottenendo quella finitura conosciuta come martellatura.

Metallo argentato Metallo a buon mercato (in genere una lega a base di rame o di argentana) ricoperto di uno strato d’argento, per la fabbricazione di oggetti aventi le stesse forme e gli stessi usi di quelli della vera oreficeria. Fino al Seicento il metallo argentato non era autorizzato a causa della confusione che avrebbe potuto generare e delle possibilità di truffa presso la clientela non esperta. Vari editti ne vietarono formalmente la fabbricazione. Dal Settecento in poi furono usati vari procedimenti per dare al metallo l’apparenza dell’argento. Il metallo argentato non reca altro punzone che quello del fabbricante e quello della grammatura, che indica lo spessore dello strato d’argento che ricopre il metallo. Quando si tratta di un oggetto del Settecento lo strato d’argento è consumato agli angoli e sulle parti sporgenti, dove appare il rame giallo: si deve evitare di farle riargentare perché perderebbero ogni carattere di antico e l’oggetto avrebbe meno valore. Vedi anche Argentatura.

Niello Tecnica che consiste nel tracciare un disegno a bulino su di una lastra metallica, generalmente in argento, ricoperta di una pasta nera, composta da zolfo, rame, piombo, argento e, talvolta, borace. A contatto con la lastra riscaldata, il niello si scioglie penetrando nei solchi incisi. Una volta solidificato, la lastra viene pulita lasciando apparire il disegno, nero sullo sfondo lucente del metallo.

Pece La pece è il residuo della distillazione del catrame di carbon fossile ( pece comune ) o del catrame di legno ( pece nera ), ad alta viscosità, sulla quale si applicano i pezzi da cesellare affinché stiano fermi.

Placché Il placché consentiva il rivestimento con un processo artigianale evoluto; esso significava saldare sottili fogli di metallo prezioso (oro o argento) su fogli di materiali meno preziosi (ottone, rame) di maggiore consistenza; tali piastre venivano poi lavorate a stampaggio e saldate insieme.

Pomice La pomice - pietra molto porosa, leggerissima e molto dura - viene impiegata ( impomiciare ) come una lima per spianare e levigare l’oro, l’argento, il rame, l’ottone ecc.

Ruolz Conte Henri de Ruolz-Montchal (1808-1887), chimico francese che nel 1838 perfezionò, contemporaneamente a George e Richard Elkington in Inghilterra, la tecnica dell’argentatura e della doratura dei metalli senza il mercurio, ovvero mediante elettrolisi o galvanoplastica.

Spargisale / spargizucchero Nel Seicento era un recipiente cilindrico d’argento o di ceramica la cui parte superiore avvitata permetteva di versare il sale attraverso un coperchio bucherellato. Si diffuse poi la forma a balaustro, mentre l’uso passava dal sale allo zucchero e talvolta alla farina.

Sterling Argento puro al 92,5%.

Velato Naturale apparenza tersa, ma non lucente, del metallo non brunito.

Vermeil Argento dorato ( ex argento inauratum ). Il vermeil antico è ottenuto fino al 1840 ca. mediante doratura al mercurio e poi per elettrolisi. Gli oggetti di vermeil, antichi o moderni, devono avere i punzoni legali di garanzia dell’argento e non hanno marchi particolari.
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